Dominus Mundi GdR, il play by chat sull’Antica Roma

Dominus Mundi è un gdr play by chat giocabile all’indirizzo https://www.dominusmundi.com/

Dominus Mundi è quindi un gioco di ruolo storico, basato su delle meccaniche con dadi ed esiti completamente automatizzati.

Per quanto riguarda l’ambientazione e la collocazione storica, si parte dal 60 a.C. e il protagonista assoluto è Caio Giulio Cesare!

Contesto Geografico socio-politico-culturale
Che la storia e la conformazione geografica siano strettamente legate nella formazione di un Paese come l´Italia è dimostrato da vari fattori. Tra le Alpi e la Sicilia c´è una distanza di circa 1200 km; le coste siciliane distano solo 150 km da quelle africane. Questo significa diversità di ambienti e di situazioni geografiche. Altro aspetto caratteristico della geografia naturale dell´Italia è come si colloca nel Mediterraneo. La penisola frammenta lo spazio marittimo in mari più piccoli (il Ligure, il Tirreno, l´Adriatico, lo Ionio, quelli che vengono definiti “mari stretti”), suscitando nel tempo forme di gravitazione politica ed economica particolari. In epoca romana,la nozione di Italia si evolse fino a designare la penisola nella sua totalità, dalla punta calabra, allora Bruzio, fino alle Alpi. L´Italia e´ il luogo di nascita e il primo campo di espansione del potere romano e fu integrata allo Stato secondo modalità variabili; il sistema amministrativo dell’Italia rimase distinto da quello delle province. Le province sono infatti territori governati da magistrati delegati dal potere centrale,mentre l’annessione e poi l’amministrazione dell’Italia si articolò attraverso la fondazione di colonie romane e latine, trattati di alleanza e confische del territorio. L’Italia romana è un territorio vasto e contrassegnato da una notevole varietà etnica e sociale, che, pur conservando dei forti particolarismi locali, subì sin dalla fine della repubblica un processo di unificazione sotto un unico regime giuridico. Dei confini dell´Italia parlava Antioco di Siracusa (V secolo a.C.) nella sua opera Sull´Italia, il quale la identificava con l´antica Enotria. A quel tempo si estendeva dallo stretto di Sicilia, fino al golfo di Taranto (ad est) ed al golfo di Posidonia (ad ovest). In seguito, con la conquista romana dei secoli successivi, il termine Italia venne identificato con i territori inclusi fino alle Alpi, comprendendo, pertanto, anche la Liguria (fino al fiume Varo) e l´Istria fino a Pola. Di fatto tutti i suoi abitanti furono considerati Italici e Romani. Roma si espande nell´area del mediterraneo,da questi vasti territori conquistati sono affluite ricchezze che hanno mutato usi,costumi e strutture economiche della capitale. La situazione era complessa e piena di contraddizioni. Anche la struttura originale della famiglia, delle relazioni sociali e della cultura romana subiscono profondi sconvolgimenti: il contatto con la civiltà greca e l´arrivo nella città di moltissimi schiavi ellenici (in molti casi più colti e istruiti dei loro stessi padroni) genera nel popolo romano, specialmente tra la classe dirigente, sentimenti e passioni ambivalenti: i Romani si dividono tra chi vuole conservare e chi invece desidera innovare i costumi rurali romani – mos maiorum -,introducendo usanze e conoscenze provenienti dall´Oriente. L´accettazione della cultura ellenistica fece sì effettivamente che il livello culturale dei Romani, almeno dei patrizi, crescesse significativamente. Basti pensare all´introduzione della filosofia,della retorica, della letteratura e della scienza greca. Ma indubbiamente genera altresì una decadenza dei valori morali, testimoniata dalla diffusione di costumi e abitudini moralmente discutibili. Tutto ciò naturalmente non accadde senza provocare una strenua opposizione e resistenza da parte degli ambienti più conservatori, reazionari e anche retrivi della comunità romana. Costoro si scagliano contro le culture extra-romane, tacciate di corruzione dei costumi, di indecenza,di immoralità, di sacrilegio nei confronti delle abitudini religiose romane. Questi due opposti schieramenti furono ben rappresentati da due gruppi di potere di eguale importanza, ma di radicalmente opposta visione: il circolo culturale degli Scipioni,che diede a Roma alcuni tra i più dotati comandanti militari della storia (l´Africano su tutti), e il circolo di Catone, il quale lottò accanitamente contro l´ellenizzazione del modo di vivere romano con una tenacia e un vigore che diventarono leggendarie (o famigerate a seconda dei punti di vista), tutto a favore del ripristino del più antico, genuino ed originale mos maiorum, quell´insieme di costumi e usanze tipiche della Roma arcaica che, secondo Catone, avevano permesso al popolo romano di rimanere unito di fronte alle avversità, di sconfiggere ogni sorta di nemico, di piegare il mondo al proprio volere. Questo scontro tra nuovo e antico,non si placa fino alla fine della repubblica, anzi questo scontro tra “conservatorismo” e “progressismo”si trascina fino al periodo imperiale, a testimonianza di quale trauma deve essere stato la scoperta, il contatto e il confronto con civiltà al di fuori dei brulli paesaggi laziali. Strumento delle nuove conquiste, ma anche delle violente guerre civili,fu la nuova, formidabile organizzazione dell´esercito progressivamente sviluppatasi, poi sancita dai provvedimenti di Gaio Mario intorno al 107 a.C.A differenza di quello precedente, formato da cittadini-contadini ansiosi di tornare ai propri campi una volta finite le campagne belliche,questo era un esercito stanziale e permanente di volontari arruolati con ferma quasi ventennale, ovvero un esercito di professionisti attratti non solo dal salario, ma anche dal miraggio del bottino e dalla promessa di una terra alla fine del servizio. I proletari ed i nullatenenti vi si arruolano in massa. Non era tanto un esercito di cittadini motivati dal senso del dovere, ma piuttosto di militari legati dallo spirito di corpo e dalla fedeltà al capo.

Contesto Politico
Il dominio romano sul Mediterraneo aveva causato oltre una situazione interna difficile, una crisi dello Stato, poiché a questo allargamento territoriale non era corrisposto un giusto adeguamento delle strutture.I consoli e i pretori, diventarono quindi incapaci di gestire le proprie cariche sia perché la loro carica era annuale e collegiale,sia perché con l´aumento dei territori erano aumentati anche i loro incarichi, sia per l´accentramento dei poteri del Senato.
La società romana era attraversata da molte rivalità tra classi. Tra cui non solo quella storica tra patrizi e cavalieri, ma anche tra l´insieme di queste due classi, detto optimates, e l´insieme dei restanti ceti più abbienti, detto populares.Il Senato, inoltre, ostacolò l´ingresso degli uomini nuovi, cioè quegli uomini non appartenenti alla nobiltà o più generalmente di quegli uomini che non appartenevano all´oligarchia dominante;i suoi componenti si controllavano a vicenda in modo che uno non prevalesse sull´altro e per questo fecero anche una legge che determinava lo svolgimento della carriera nelle magistrature, detta cursus homorum. Ad aggravare la situazione c´era la condizione degli schiavi, che erano moltissimi e potevano essere una potenziale minaccia per Roma.
Durante il periodo di governo della Spagna Ulteriore, Cesare ha cambiato il suo modo di pensare,l´effettiva esperienza di governo era stata illuminante,cosi come lo era stata l´assenza da Roma. Solo i suoi obiettivi erano immutati,oramai non gli bastava diventare il Primo Uomo di Roma,voleva essere il più grande di tutti Primi uomini,Primus inter pares. E sapeva cosa andava fatto affinché questo accadesse.
Inizia una nuova epoca della storia romana ed universale
La popolarità del proconsole di Spagna cresce costantemente e a dismisura nell´Urbe. L´avversione del senato, a Cesare,si respira nell´aria,ma il grande stratega mette a segno il suo primo capolavoro politico:La nascita del Triumvirato. Con abilità e intelligenza,fa da paciere tra Pompeo e Crasso,coinvolgendoli nella spartizione del potere. Uniti non c´è senato che tenga. Riesce a far leva su i loro desideri e frustrazioni. Per Cesare i soldi sono solo un mezzo,per Crasso il fine ultimo. Si impegna per presentare in senato una legge per la riduzione del prezzo dei contratti per le tasse. Pompeo è un grande generale. Gioca sulla sua frustrazione. Nonostante tutti i successi in campo militare,osteggiato dal senato,non ha ottenuto quello che più gli stava a cuore. Cesare gli promette terre per il suo esercito di 40.000 veterani. In cambio vuole il loro appoggio in senato per avere il consolato. Pompeo accetta,è ben contento di liberarsi di Cesare da Roma per lungo tempo. Crasso non esita a dare il suo appoggio,intravedendo possibilità di ulteriore arricchimento. E proprio su questo Cesare punta e vince,Ottiene la Gallia Cisalpina e transalpina e l´Illirico,non per un solo anno. E´ il momento di regolare il conto con Cicerone. Ancora un´abilissima mossa politica di Cesare:Prima di partire per la Gallia attese che Cicerone fosse fuggito da Roma e,attraverso il suo alleato Clodio, nemico di Cicerone per un precedente processo per sacrilegio,fece approvare una legge con valore retroattivo che condannava all´esilio chiunque avesse mandato a morte un cittadino romano senza concedergli la provocatio ad populum.Eliminava così dalla scena politica uno dei suoi avversari più tenaci,che lo avrebbero potuto osteggiare durante la sua ascesa al potere. Cicerone fu dunque processato per la sua condotta durante il processo ai Catilinari Lentulo e Cetego. La Gallia anno dopo anno finisce sotto il tacco di Roma.
Nell´urbe cresce l´avversione a Cesare,i suoi avversari temono il suo crescente potere,vogliono metterlo sotto processo. Vecchi rancori nei riguardi di Cesare e il dolore del suo insuccesso elettorale aizzano Catone. Lentulo è mosso dalla grande quantità di debiti, dalla speranza di avere un esercito e delle province e dai doni degli aspiranti al titolo di re. Stimola in Scipione una medesima speranza di governo di province e di comando di eserciti che, per legami di parentela, pensa di potere dividere con Pompeo; e nello stesso tempo lo stimolano il timore di processi e la propria vanità e l´adulazione dei potenti che in quel tempo avevano grandissima influenza nello stato e nei tribunali. Lo stesso Pompeo, incitato dagli avversari di Cesare e poiché non voleva che nessuno gli fosse pari per prestigio,si era del tutto allontanato dalla sua amicizia e si era riconciliato con comuni avversari,che, in gran parte, egli stesso aveva procurato a Cesare al tempo della loro parentela. Contemporaneamente, indotto dal disonore di avere trattenuto a sostegno della propria influenza e supremazia politica due legioni destinate all´Asia e alla Siria, manovrava affinché la contesa fosse condotta a un confronto armato. Il sogno di Cesare sembra infrangersi e non ha altra scelta che rinunciare alle proprie ambizioni. Ma il grande giocatore,varca il Rubicone “Ala Iacta Est” muove verso Roma con la XIII Legione. I suoi nemici abbandonano il suolo Italico,lasciandogli il possesso della penisola.
La guerra civile e´ iniziata!

Fra le peculiarità si evidenziano:

  • Mercato – Ville Rustiche con possibilità di coltivazione,raccolta e allevamento animali
  • Navigazione con utilizzo di navi per raggiungere l’Egitto (altre località in sviluppo)
  • Guardaroba con oggetti indossabili
  • …e tanto altro

Lo Staff di Dominus Mundi ti aspetta in gioco!

www.dominusmundi.com

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