Web: libertà o schiavitù? Una presa di coscienza

Un titolo indubbiamente provocatorio e, perché no, ambiguo. Cosa è il web per noi adesso, cosa è stato per gli altri prima e cosa sarà per tutti domani?
Non possiamo sapere per il futuro, ma per il passato ed il presente potremmo sintetizzarlo come la scoperta dello “zero confini”, del lontano che diviene vicino e accanto, dell’informazione globale o quasi, estesa a chiunque abbia un computer ed una connessione ad internet.
Grandissimo strumento dal potenziale enorme.

Ha reso alla portata di tutti ciò che sarebbe potuto essere o sembrare irraggiungibile, introvabile.
Accedi al web, digiti una ricerca e te la ritrovi davanti.
Accedi, digiti un nome ed è forse possibile leggerne tutto ciò che si è detto, si sta dicendo e magari aggiungere cosa si dirà.
Potenza della globalizzazione della comunicazione.
Gli antipodi portati sull’uscio di casa tua.
Libertà dunque?

Certo, libertà enorme, accesso quasi illimitato a fonti d’informazione di qualsiasi tipo, fatta eccezione per quei contenitori estremamente protetti e scrigno di dati estremamente delicati (a meno di hacker particolarmente scaltri).
I social media, un altro contenitore nel contenitore. Un oceano globale dove butti un sassolino qui ed il cerchio si potrà espandere sino dall’altra parte del mondo.
Inimmaginabile quando eravamo piccoli, almeno per alcuni di noi e sicuramente per i nostri genitori, nonni e bisnonni.
Fantascienza che ha facilitato l’allargamento e la rapidità estrema della comunicazione.
Eh si, estrema.
Ora scrivi, fra un secondo neanche in quanti avranno letto o visto ciò che hai pubblicato?
Bello? Si…MA?
Ma se tu volessi fermare, bloccare, cancellare ciò che hai postato, scritto, pubblicato in un momento particolare della tua vita o di quella di qualcun altro vicino a te?
Se tu ti fossi pentito d’aver dato l’invio sulla tastiera e volessi tornare indietro?
Tutto ciò potrebbe ancora essere possibile se…si esattamente…se nessuno avesse a sua volta condiviso, girato, inoltrato ciò che tu ora vuoi assolutamente di nuovo indietro e cancellato da questa grande macchina che è il web.
Ma il sasso è stato gettato nel mare ed il moto dei cerchi è partito e forse non lo puoi più fermare.
Una volta dato l’invio, non si è più padroni di ciò che si è dato in pasto ai social, diventa di tutti, di dominio pubblico e preda di chi non ha magari scrupoli, di chi magari non pensa che forse sarebbe meglio se si lasciasse stare e non si condividesse ancora perchè magari certe cose è meglio restino al suo proprietario.
Ma non tutti hanno coscienza di queste problematiche, magari a taluni fa addirittura piacere espandere la notizia e ad altri solletica e stuzzica la voglia di commentare e dai commenti nasceranno altri commenti e poi ancora ed ancora ed ancora ed allora tu che hai postato, che hai dato in pasto al web, ai social, al mondo notizie/informazioni/immagini/video e poi te ne sei pentito un secondo troppo tardi…tu ora cosa potrai mai fare?
La memoria va a quel triste caso della ragazza che ha postato un momento un pò troppo personale della sua vita privata ed è stato fatto girare anche troppo in fretta, commentato con grande cattiveria fintanto che lei non si è sentita devastata, in gabbia e si è uccisa per la vergogna.
Terrificante.
Ed allora siamo schiavi della nostra libertà?

Noi dobbiamo e vogliamo essere liberi. E’ un nostro diritto sacrosanto. Ma dobbiamo essere liberi di garantirci la nostra libertà e quella altrui. Dobbiamo dunque pensare, ragionare e si…imparare a moderarci e trattenerci affinchè la nostra libertà non ci renda schiavi.
Un salto di qualità.
Una presa di coscienza.
Un inizio per tornare di nuovo, veramente, liberi.
Un modo per tornare esseri umani e non vittime delle nostre stesse macchine.

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2 pensieri riguardo “Web: libertà o schiavitù? Una presa di coscienza

  • 4 luglio 2017 in 23:03
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    Grazie Judy. Hai citato una parola che troppo raramente viene usata. Etica. Siamo in un mondo dove è stata messa da parte, in troppi casi, dove viene ritenuta forse anche desueta, banale, noiosa, non di moda. E se ne vedono i risultati. Fra l’altro se non mi sbaglio, pare che comunque si stia allargando la legislazione che regolamenta il lavoro giornalistico anche per quanto riguarda il mondo web e le sue pubblicazioni. Quindi potremmo anche già dire che si stanno muovendo, per fortuna e che la gente sarebbe il caso si dia una bella regolata poiché la legge non ammette l’ignoranza e se regolamento esiste, regolamento un giorno verrà fatto rispettare.

  • 2 luglio 2017 in 20:25
    Permalink

    Bella riflessione.
    Un mio caro amico una volta mi parlò del magnifico concetto di “abitare” il web.
    Ma in realtà è una problematica molto simile a quella che oggi oscura la nostra stampa. L’etica dell’informazione e del commento si è perso nel falso concetto della libertà assoluta.
    Che dovrebbe sempre contemplare il rispetto dell’altro.
    Non parliamo poi di certi atteggiamenti che rivangano problematiche annose legali e di cui molti poster dell’internet sono ignari.

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